domenica 22 luglio 2012

Previsioni metereologiche del mio essere

Tuona.Il cielo è un'immensa tavolozza macchiata di nuvole chiare e oscure.Ogni tanto un lampo fugace le conferisce una lucentezza improvvisa.Tuona.E sembra tanto il lavorio del mio cervello,nel quale i pensieri si ammassano e rumoreggiano,legati elettrostaticamente da una saudage sempre più marcata.La pioggia si fa desiderare e se potesse lavar via lo sporco triste che in me regna sovrano,la bramerei con più forza.Ulula feroce il vento,fredda voce che ad ogni soffio mi ricorda la mia solitudine.Sono fragile barca in balia della tempesta che mi sovrasta,che è dentro me.Vorrei descrivere paesaggi meno cupi,ma se il sole non splende da se,io non so come rivolgermi ad esso e implorarlo:"Per favore,rimani".D'altronde l'ho visto talmente poche volte che interagire con lui mi sembra un'impresa impossibile,atta a confermare la forza dell'abitudine che ti inchioda esattamente dove sei,anche se la tua condizione è la più becera della terra.Mi manca un'abbraccio,un bacio.Quelli della persona che amo.Ed è incredibile quante galassie di non so nemmeno cosa,possono fartelo sentire distante.Sembra di abitare su due pianeti differenti,anche se LUI una dimora fissa ce l'ha sempre,ed è il mio cuore.A volte l'amore che do mi ritorna indietro e mi fortifica.Altre volte il suo ritorno lascia una profonda cicatrice infetta di dolore.Che disinfettante si può usare?Ho provato quello dell'indifferenza e quello del rancore.E ancora quello dell'amor proprio.Ma servono a niente.Studiate una soluzione perchè così non si vive.Anzi della propria vita si ha voglia di farne una carta appallottolata da gettare nel bidone "FINE".

sabato 14 luglio 2012

Ci sarà la luce(o almeno lo spero)

È un ricadere nel baratro oscuro in cui ero precipitata e da cui credevo di essermi salvata con fatica e allo stesso tempo con tantissima forza di volontà.È bastato un' abbandono e puff credo di esserci scivolata nuovamente in quel burrone di nome PANICO e di cognome ANGOSCIA.Solo che i miei piedi non stanno toccando il fondo e quindi mi ritrovo ad un livello intermedio:riesco ad orientarmi con una debole luce di speranza,ma la serenità con cui affrontavo il quotidiano scorrere del tempo,è stata spazzata via.A confermare o meglio amplificare la caduta nell'infernale girone dantesco(credo che Dante avrebbe dovuto inventare il cerchio degli angosciati e dei panicati,senza il contrapasso ma come semplice esaltazione della condizione infernale di tutti noi "amici"del vuoto)è stato un messaggio.La terra ha tremato e mi ha inghiottita,ecco tutto.Sto avendo frequenti attacchi di panico.Bisogna tener conto che mi ero quasi dimenticata quali fossero le sensazioni del MOSTRO.Non voglio più stringere mani di alcuno.Al massimo sarà la mia mano destra a prendere la mia mano sinistra.Grossolana immagine scritta che sta ad indicare la mia non fiducia verso il mondo circostante e la necessità di farcela da sola.Perchè io il fondo non lo tocco più.Quanto è vero che mi chiamo Maria Girardi.